DIRETTORE DEI LAVORI TRA OBBLIGAZIONI DI MEZZI E OBBLIGAZIONI DI RISULTATI

Il mondo condominiale è spesso un crocevia di responsabilità complesse, specialmente quando si tratta di interventi di ristrutturazione.
Chi risponde dei vizi delle opere?
Qual è il ruolo esatto del Direttore dei Lavori?
E cosa significano realmente gli Stati di Avanzamento Lavori (SAL)?
La Corte d’Appello di Napoli con la sentenza n. 4077 del 17 agosto 2025, fornisce chiarimenti fondamentali sulla natura dell’incarico del Direttore dei Lavori e sul valore probatorio dei documenti contabili di cantiere.

Al centro della discussione vi è la distinzione tra “obbligazione di mezzi” e “obbligazione di risultato”, un principio cardine nella valutazione della responsabilità professionale. Come ribadito dalla Corte d’Appello di Napoli, l’incarico di Direttore dei Lavori configura un’obbligazione di mezzi. Ciò significa che il professionista non garantisce il raggiungimento di un risultato finale specifico (ad esempio, l’assenza totale di difetti), ma si impegna a svolgere la propria attività con la diligenza richiesta dal caso concreto, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per perseguire l’obiettivo. La sua funzione primaria è quella di vigilare affinché l’opera sia eseguita in conformità al progetto e a regola d’arte.
Un altro punto affrontato dalla sentenza riguarda il valore degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL). Spesso, si tende a considerarli come una certificazione della corretta esecuzione delle opere. Tuttavia, la Corte ha chiarito che i SAL sono documenti contabili, privi di idoneità a comprovare la corretta esecuzione dei lavori. Essi rappresentano solo una rilevazione parziale e progressiva delle lavorazioni eseguite, funzionale alla quantificazione economica degli acconti dovuti all’impresa. L’attestazione della regolare esecuzione e della conformità dell’opera, infatti, spetta esclusivamente al certificato di collaudo o alla certificazione di regolare esecuzione.

Il Caso Pratico
Per comprendere meglio le implicazioni di questi principi, facciamo riferimento al caso esaminato dalla Corte. Un Condominio aveva affidato a un ingegnere l’incarico di direzione dei lavori per la ristrutturazione dell’edificio. Le opere includevano il rifacimento di intonaci, facciate, un cappotto termico e la pavimentazione di terrazzi.
Durante l’esecuzione, si verificarono gravi criticità: il distacco di pannelli isolanti, infiltrazioni d’acqua e segni di degrado in diverse porzioni del fabbricato, imputati a lavori eseguiti in modo parziale o non conforme dalla ditta appaltatrice. L’ingegnere rassegnò le dimissioni prima del completamento delle opere. Il Condominio convenne in giudizio l’ingegnere, chiedendo il risarcimento dei danni e contestando la sua negligenza nell’omessa vigilanza sulla corretta esecuzione delle opere e sull’idoneità dei materiali. Il Condominio sosteneva che l’emissione dei SAL da parte del Direttore dei Lavori avesse certificato la regolare esecuzione delle opere.
L’ingegnere, dal canto suo, eccepiva di aver adempiuto con diligenza, di aver richiesto le specifiche dei materiali e di essersi dimesso prima della conclusione dei lavori, non potendo quindi certificarne la conformità finale.

La Corte d’Appello di Napoli ha rigettato l’appello del Condominio, confermando la sentenza di primo grado. La decisione si fonda su due pilastri fondamentali:

  1. La Corte ha accertato che l’ingegnere aveva svolto la propria attività di vigilanza con diligenza e scrupolo. Dagli atti è emerso che il Direttore dei Lavori aveva regolarmente comunicato al Condominio e all’impresa lo stato di avanzamento dei lavori, segnalando eventuali irregolarità, la discontinuità dell’impresa sul cantiere, e aveva richiesto specifiche sui materiali e l’eliminazione di infiltrazioni riscontrate. Non essendo il Direttore dei Lavori corresponsabile con l’appaltatore per i difetti di esecuzione se ha adempiuto al suo compito di vigilanza, e avendo l’ingegnere dimostrato tale diligenza, la sua responsabilità è stata esclusa.
  2. La sentenza ha ribadito con forza che i SAL, pur attestando contabilmente l’avanzamento dei lavori, non hanno alcun valore certificativo sulla loro corretta esecuzione. Essi servono unicamente a quantificare le rate di acconto dovute all’impresa. La tutela sostanziale della committenza, in termini di regolare esecuzione dell’opera, è garantita solo dal certificato di collaudo o dalla certificazione di regolare esecuzione. Dato che l’ingegnere aveva rassegnato le dimissioni prima dell’ultimazione delle opere, non aveva mai certificato la regolare esecuzione finale.

Consigli Pratici
Questa pronuncia offre spunti preziosi per gli amministratori, chiamati a gestire con professionalità le delicate fasi di un appalto in condominio.
Anzitutto, è fondamentale che l’assemblea dei condomini abbia una chiara comprensione del ruolo e delle responsabilità del Direttore dei Lavori. Non ci si può aspettare che il Direttore dei Lavori sia un “garante” del risultato finale, ma piuttosto un “controllore” della conformità al progetto e della diligenza nell’esecuzione. Il contratto con il Direttore dei Lavori dovrebbe specificare dettagliatamente gli obblighi di vigilanza e le modalità di comunicazione delle eventuali criticità.
Non confondere i SAL con attestazioni di conformità. I pagamenti all’impresa basati sui SAL devono essere visti come acconti quantitativi, non come un’approvazione qualitativa dell’opera.
Per lavori sulle parti comuni l’amministratore dovrà insistere affinché il Direttore dei Lavori produca le certificazioni finali (collaudo o regolare esecuzione) prima di procedere al saldo dell’appalto, poiché sono questi gli unici documenti che attestano la corretta realizzazione e la conformità dell’opera. Inoltre, è essenziale mantenere un flusso di comunicazione costante e formale con il Direttore dei Lavori, richiedendo note scritte per ogni segnalazione di anomalie, ritardi o richieste di conformità dei materiali. Se il Direttore dei Lavori segnala problematiche (come nel caso esaminato, le comunicazioni di discontinuità dell’impresa o la richiesta di specifiche sui materiali), l’amministratore deve informare l’assemblea per i provvedimenti del caso contro l’impresa appaltatrice.
Per quanto riguarda le questioni che riguardano esclusivamente le proprietà private, l’amministratore può agire da facilitatore, informando i singoli condòmini delle problematiche riscontrate dal Direttore dei Lavori sulle loro unità e consigliando loro di intraprendere le azioni più opportune a tutela dei loro interessi specifici. Tuttavia, la gestione di tali reclami rimarrà di competenza dei singoli proprietari.
In conclusione, quando si affrontano lavori straordinari è necessario avvalersi di un professionista legale per la stesura di contratti sia nei confronti dell’impresa edile che del tecnico professionista in modo da prevenire ambiguità e definire le aspettative.

Fonte: Anaci BAT

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