ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE PIU’ SEMPLICE DOPO LA SENTENZA DEL TAR LOMBARDIA

Nel complesso universo condominiale, dove spazi privati e comuni si intersecano costantemente, la trasparenza e la sicurezza sono pilastri fondamentali. Il diritto di accesso ai documenti amministrativi emerge come uno strumento essenziale per garantire che l’operato, sia pubblico che privato, all’interno degli edifici condominiali, sia conforme alle normative e non leda i diritti dei singoli proprietari.

Il diritto di accesso agli atti amministrativi, disciplinato in Italia dalla Legge n. 241/1990 (Art. 22), è un principio generale dell’attività amministrativa che mira a favorire la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza. Nei contesti condominiali, la sua importanza è amplificata. Permette ai condomini di vigilare sull’operato degli enti pubblici e, soprattutto, di tutelare in modo effettivo i propri diritti e interessi.
I principali benefici di questo diritto in ambito condominiale includono:
• Garanzia della sicurezza: Permette di verificare che interventi edilizi, anche in proprietà private, non compromettano la staticità o la stabilità dell’edificio.
• Corretta gestione condominiale: Assicura la possibilità di richiedere l’aggiornamento delle tabelle millesimali in seguito a modifiche che influenzino la superficie o la destinazione d’uso delle unità immobiliari, garantendo un’equa ripartizione delle spese.
• Tutela dagli effetti negativi: Consente di difendersi da immissioni o altri effetti dannosi derivanti da lavori negli appartamenti vicini o da modifiche delle parti comuni.
Senza questo diritto, i condomini sarebbero spesso all’oscuro di interventi potenzialmente dannosi o non conformi, rendendo difficile la prevenzione di problemi o la difesa dei propri interessi.

Il diritto di accesso si configura come la facoltà dei cittadini di prendere visione e ottenere copia di documenti amministrativi. Per esercitarlo, è necessario possedere un “interesse diretto, concreto e attuale” nei confronti del documento richiesto, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento stesso.
Definizioni Chiave:
• Interessati: Soggetti che vantano un interesse giuridicamente tutelato.
• Controinteressati: Soggetti il cui diritto alla riservatezza potrebbe essere compromesso dall’accesso.
• Documento Amministrativo: Qualsiasi atto contenente informazioni su attività di pubblico interesse, detenuto da una Pubblica Amministrazione (PA).
Principi di Accessibilità:
• In linea di massima, tutti i documenti amministrativi sono accessibili, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (Art. 24 della L. 241/1990).
• Non sono accessibili le informazioni che non hanno una forma documentale, a meno che non riguardino dati personali della persona che richiede l’accesso (come previsto dal D.Lgs. 196/2003).
• Il diritto può essere esercitato finché la PA ha l’obbligo di detenere i documenti.
In ambito edilizio, l’interesse è riconosciuto anche per verificare la conformità normativa di opere realizzate nelle vicinanze. Questo è particolarmente rilevante nei condomini, dove le “tipologie” di documenti richiesti possono includere pratiche come CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o altri permessi di costruire relativi a interventi strutturali o di modifica delle facciate.

Il Caso TAR Lombardia n. 57/2025
Le normative, in particolare la Legge 241/1990, trovano la loro interpretazione più significativa nell’applicazione pratica e nella giurisprudenza. Un esempio calzante è la sentenza del TAR Lombardia n. 57/2025, pubblicata il 30 gennaio 2025. Questa sentenza costituisce un “avviso rivolto ad ogni condomino” e chiarisce i confini dell’accesso agli atti quando sono in gioco beni comuni, sicurezza degli edifici o potenziali danni ad altre proprietà condominiali.
Un condomino, proprietario di locali al piano terra e interrato di un edificio (negozio, magazzino, parcheggio), ha scoperto tramite un cartello di cantiere l’avvio di lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento, inclusa l’apertura di nuove finestre in facciata, commissionati da altri condomini (la famiglia Cesaroni). Dopo aver tentato inutilmente di ottenere la documentazione direttamente dagli interessati, si è rivolto al Comune di Montello.
Il Comune aveva parzialmente accolto l’istanza, concedendo l’accesso solo ai documenti relativi alle parti comuni del condominio. Aveva rifiutato l’accesso alle pratiche edilizie relative agli interventi all’interno delle unità immobiliari private degli altri condomini, sostenendo che l’interesse del ricorrente non era “diretto, concreto e attuale” per le proprietà private altrui.
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso del condomino, ritenendo non condivisibile la distinzione operata dal Comune. Il TAR ha riconosciuto che, sebbene le opere in proprietà esclusiva siano generalmente protette dal diritto alla riservatezza, esiste un interesse qualificato che può prevalere quando si individua una correlazione con un danno temuto o quando le opere influiscono sulla qualità e sicurezza della fruizione degli spazi propri o comuni.
Il TAR ha evidenziato diverse ragioni concrete che giustificano l’accesso di un condomino alle pratiche edilizie relative a opere in proprietà esclusiva di altri:

  1. L’esigenza di verificare che gli interventi siano autorizzati e che non pregiudichino la statica dell’edificio o la tenuta dei solai (ad esempio, in caso di demolizione di muri portanti o posizionamento di nuovi carichi).
  2. La necessità di conoscere l’effettiva superficie e la destinazione dei locali degli altri proprietari dopo la ristrutturazione, per poter richiedere l’adeguamento delle tabelle millesimali e garantire una corretta ripartizione delle spese condominiali. Il ricorrente aveva anche segnalato problemi con colonne di scarico condominiali abusivamente allacciate.
  3. La necessità di difendersi da immissioni e altri effetti dannosi provenienti dagli appartamenti vicini o dalle parti comuni modificate.
  4. Per le nuove aperture in facciata, l’interesse del condomino è concreto e attuale, dato che tali lavori incidono direttamente sul decoro architettonico del fabbricato e sulla stabilità delle pareti perimetrali.
    Il TAR ha anche chiarito che l’approvazione delle nuove aperture da parte dell’assemblea condominiale non è di ostacolo all’accesso, in quanto né la Pubblica Amministrazione né il giudice amministrativo devono valutare l’influenza o la decisività del documento richiesto in un eventuale giudizio civile. Tale valutazione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria competente. La richiesta di accesso, inoltre, non è stata considerata generica, poiché aveva una specifica delimitazione temporale e si riferiva a costruzioni precise.
    L’esito è stato l’accoglimento del ricorso e l’ordine al Comune di consentire l’accesso agli atti entro trenta giorni.

Consigli pratici
La sentenza del TAR Lombardia n. 57/2025 rafforza in modo significativo il diritto di accesso agli atti amministrativi come strumento fondamentale per la tutela degli interessi legittimi dei cittadini, specialmente in contesti condominiali. Essa estende la portata dell’interesse “diretto, concreto e attuale” anche a interventi eseguiti in proprietà esclusive, purché abbiano un potenziale impatto sulla sicurezza, sulla stabilità dell’edificio, sul decoro architettonico o sulla corretta ripartizione delle spese condominiali.

  • Monitora attentamente i lavori edilizi che avvengono nel tuo condominio, anche nelle unità immobiliari altrui, prestando attenzione a cartelli di cantiere o segnali di modifiche strutturali.
  • Prima di rivolgerti alla Pubblica Amministrazione, prova a chiedere la documentazione direttamente ai proprietari delle unità interessate o all’amministratore di condominio.
  • Se i tentativi diretti falliscono, formula una richiesta di accesso agli atti presso il Comune (o l’ente competente), specificando chiaramente il tuo interesse “diretto, concreto e attuale”.
    ◦ Evidenzia come i lavori possano influenzare la staticità dell’edificio, la tenuta dei solai, il decoro architettonico, o la corretta ripartizione delle spese condominiali tramite l’aggiornamento delle tabelle millesimali. Se ci sono problemi preesistenti (es. allacciamenti abusivi, perdite), menzionali.
    ◦ Sii il più specifico possibile riguardo ai documenti richiesti e al periodo di riferimento, pur sapendo che una richiesta non eccessivamente generica è comunque accettabile se delimitata.
  • Come dimostrato dalla sentenza, un diniego parziale, soprattutto se basato su una distinzione tra opere comuni e private, può essere impugnato con successo. Il tuo interesse alla sicurezza e alla corretta gestione prevale sulla riservatezza in questi casi.
  • In caso di diniego ingiustificato, la via del ricorso al TAR si è dimostrata efficace per far valere il proprio diritto di accesso.

Il diritto di accesso agli atti è molto più di una formalità burocratica. E’ uno scudo a tutela del condomino, che gli consente di agire preventivamente per salvaguardare la sicurezza del proprio ambiente di vita e la correttezza della gestione condominiale

Fonte: Anaci BAT

Condividi:

Articoli Correlati

CONDÒMINI MOROSI E LAVORI FERMI? L’AMMINISTRATORE NON È ONNIPOTENTE: IL TRIBUNALE DI PESCARA INGIUNGE IL PAGAMENTO AI MOROSI

Esiste un confine invisibile, ma giuridicamente d’acciaio, oltre il quale l’obbligo di garanzia dell’amministratore di condominio si infrange contro il muro dell’inerzia assembleare. Troppo spesso il professionista viene percepito come un parafulmine universale, chiamato a rispondere non solo delle proprie mancanze, ma anche delle paralisi economiche e decisionali generate dai suoi stessi mandanti. La pronuncia […]

ASCENSORE IN CORTILE: SCIA ILLEGITTIMA SENZA DELIBERA ASSEMBLEARE EX ART. 78 DEL TESTO UNICO EDILIZIA

La necessità di abbattere le barriere architettoniche all’interno di un edificio rappresenta un’urgenza vitale per chi vive quotidianamente una condizione di disabilità o ridotta mobilità. Spesso, di fronte a un’assemblea condominiale che tentenna, allunga i tempi o nega esplicitamente il consenso per l’installazione di un ascensore, il singolo condomino decide di prendere direttamente l’iniziativa. Mosso […]

DA VETROCEMENTO A GRIGLIE DI AERAZIONE PER IL FUTURO BOX AUTO: NO DALLA CASSAZIONE

La recente ordinanza della Corte di Cassazione 25/06/2026, n. 21707, interviene in modo deciso su una tematica nella gestione degli stabili condominiali, affrontando la spinosa questione della modifica delle aperture poste sul piano di calpestio comune. Il presente articolo fornirà i necessari chiarimenti per comprendere quando il proprietario di un locale interrato possa, o meno, […]

LAVORI CONDOMINIALI URGENTI: COME SUPERARE IL RIFIUTO DEL VICINO A CONSENTIRE L’ACCESSO

L’ordinanza del Tribunale di Salerno del 4 settembre 2026 fornisce un’utile chiave di lettura per districarsi in quelle situazioni, non rare nella pratica condominiale, in cui l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria venga ostacolata da chi occupa le aree confinanti. Il provvedimento offre spunti operativi per comprendere come l’amministratore possa tutelare le parti comuni e […]