BOMBOLE GAS IN CONDOMINIO: CONSIGLI UTILI

L’utilizzo di bombole a GPL o Gas propano in condominio è una realtà ancora diffusa, spesso legata a zone non metanizzate o a scelte di risparmio. Tuttavia, per l’Amministratore di Condominio, la gestione di questi recipienti rappresenta un delicato equilibrismo tra il diritto del singolo e la vigilanza sulla sicurezza delle parti comuni.

Non esiste un divieto legislativo assoluto di tenere bombole in casa, ma esiste l’obbligo di rispettare la norma tecnica UNI 7131 e il D.M. 37/2008.
Ai sensi dell’Art. 1122 c.c., il condomino non può eseguire opere (o detenere sostanze) che rechino danno alle parti comuni o compromettano la stabilità e la sicurezza dell’edificio. La violazione delle distanze o delle cubature previste dalla norma UNI 7131 trasforma una pratica lecita in un pericolo concreto.

La densità del GPL è superiore a quella dell’aria (circa 1,5): in caso di perdita, il gas non si disperde verso l’alto ma “striscia” sul pavimento, accumulandosi nei punti più bassi.

  1. Garage, Cantine e Seminterrati: IL DIVIETO ASSOLUTO. Ai sensi del D.M. 1° febbraio 1986 e della norma UNI 7131, è tassativamente vietato stoccare bombole in locali interrati o seminterrati. Qui non c’è mediazione possibile: la rimozione deve essere immediata.
  2. In Appartamento: LIMITI RIGIDI. La legge impone un tetto massimo di 40 kg totali (UNI 7131 punto 5.4.1) per unità immobiliare.
    Locali con cubatura inferiore a 10 mc: Vietato (es. un ripostiglio cieco o un vano sottoscala).
    Locali 10-20 mc: Max 1 bombola da 15 kg.
    Locali 20-50 mc: Max 2 bombole per totali 30 kg.
    Divieti speciali: Mai in bagni, camere da letto o locali privi di ventilazione permanente.
  3. Balconi e Terrazzi: LA SOLUZIONE PREFERIBILE. È il posizionamento tecnicamente più sicuro, ma con due condizioni: le bombole devono essere protette dall’irraggiamento solare (armadietti ventilati) e devono essere lontane da caditoie, tombini o rampe box dove il gas potrebbe incanalarsi in caso di perdita.

Un regolamento assembleare può disciplinare l’uso (es. vietare il trasporto in ascensore), ma difficilmente può vietare del tutto la bombola in proprietà privata se le norme tecniche sono rispettate.
Il regolamento contrattuale può invece contenere un divieto assoluto e indiscriminato di introduzione di bombole in condominio. In questo caso, l’Amministratore ha un potere d’intervento diretto e coercitivo molto più forte.

Per tutelarsi ed evitare responsabilità, l’Amministratore dovrebbe seguire questo protocollo:
a) Qualora si accerti la presenza di bombole in garage o cantine, procedere con una diffida immediata, sottolineando che tale condotta mette in pericolo l’intero condominio e invalida la polizza globale fabbricati se esistente.
b) In caso di presenza di bombole in appartamenti o terrazzi, inviare una comunicazione che illustri i limiti di legge (max 40 kg). Se la preoccupazione aumenta, è possibile richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco, purché vi siano prove o testimonianze circostanziate a supporto.
c) Ricordare ai condomini che il tubo flessibile (UNI 7131 punto 5.7.2) va cambiato ogni 5 anni. Un tubo scaduto è prova di colpa specifica in caso di incidente. Per i tubi flessibili in acciaio, la scadenza non c’è, ma devono comunque essere conformi alla norma UNI EN 14800.
d) Se il condomino rifiuta l’adeguamento o non fornisce adeguato riscontro alle comunicazioni, l’esposto formale al Comando dei VVF esonera l’Amministratore da responsabilità.

Informare i condomini sui pericoli tecnici del GPL e pretendere il rispetto delle normative è l’unico modo per garantire sonni tranquilli a se stessi e a tutta la comunità condominiale.

Fonte: Anaci BAT

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