LA DOMENICA DELLA BAT DEL 31/08/2025

Facciamo il punto sul panorama dei bonus edilizi, in particolare quello relativo alle ristrutturazioni oggetto di continui aggiustamenti da parte del Governo. È fondamentale per la vostra attività avere un quadro chiaro e aggiornato per orientare condòmini e pianificare interventi. Le recenti disposizioni, frutto della legge di conversione del Decreto Superbonus, hanno tracciato una rotta ben definita per le aliquote dei prossimi anni, ma hanno anche segnato un allontanamento da quella riforma strutturale che molti si aspettavano.

La Situazione Attuale e l’Immediato Futuro
Fino al 31 dicembre 2024, il bonus ristrutturazione mantiene un’aliquota unica del 50% con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Questa aliquota si applica a tutti i lavori agevolati, comprese le opere sulle parti comuni degli edifici.
Tuttavia, il quadro cambia significativamente a partire dal 1° gennaio 2025:
• Per le spese sostenute nel 2025, l’aliquota sarà del 50% per la prima casa e del 36% per le abitazioni diverse dalla prima casa.
• Nel caso di lavori sulle parti comuni degli edifici, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che chi partecipa alle spese ha diritto al bonus ristrutturazione 2025: al 50% se proprietario di un appartamento usato come abitazione principale, e al 36% se proprietario di un appartamento usato come seconda casa. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione resta pari a 96.000 euro.
• Proseguendo nel tempo, assisteremo a un’ulteriore riduzione progressiva:
• Dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, il bonus ristrutturazione avrà un’aliquota del 36% per la prima casa e del 30% per le abitazioni diverse dalla prima casa. Le condizioni su tetti di spesa e requisiti rimarranno gli stessi vigenti per il 2025.
• Infine, dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2033, l’aliquota del bonus ristrutturazione sarà definitivamente ridotta al 30%. Questa riduzione riguarderà tutti i lavori agevolati dal bonus ristrutturazione.

L’Iter Burocratico
Queste modifiche non sono annunci di intenti, ma sono già state definite per legge. Il Governo è intervenuto in modo concreto sulla detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio attraverso la legge di conversione del Decreto Superbonus, approvata dal Senato, che ha rimodulato le scadenze e le percentuali di detrazione. Questa azione è coerente con la politica del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, volta a contenere gli oneri per il bilancio dello Stato derivanti dai bonus edilizi.

Riforma Olistica? Al Momento, No.
Nonostante le previsioni e le richieste di una riforma fiscale più ampia (come quella richiesta dal PNRR, che mirava a riscrivere completamente la normativa sui bonus edilizi), le modifiche finora introdotte si sono limitate principalmente al calo delle aliquote. Questo approccio puntuale, pur confermando le altre caratteristiche del bonus, si discosta da una visione integrata e a lungo termine che era stata annunciata dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto nel 2023, la quale prevedeva un riordino generale dei bonus edilizi con un approccio integrato e una durata decennale.

Manovra Fiscale 2026
Per quanto riguarda eventuali nuove proposte o modifiche, un momento importante sarà la presentazione del disegno di legge di bilancio al Parlamento. Il Governo ha il compito di presentarlo entro il 20 ottobre 2025, con l’obiettivo di ottenerne l’approvazione entro il 31 dicembre 2025. Le specifiche sui “bonus”, incluse possibili novità, saranno definite all’interno di questa legge di bilancio e dipenderanno dalle scelte politiche e dalle risorse economiche disponibili.
Tuttavia, al momento, le discussioni politiche per la Manovra 2026 si concentrano su altre misure di rilievo, come il possibile taglio dell’IRPEF e la rottamazione quinquennale, che rappresentano le novità più dibattute nel contesto fiscale generale. Non ci sono indicazioni esplicite nelle fonti attuali su proposte parlamentari volte a rivedere in rialzo le aliquote dei bonus edilizi già stabilite, né a introdurre una riforma complessiva come quella auspicata.

Fonte: Anaci BAT

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