PILLOLE DI CONDOMINIO: VIDEOSORVEGLIANZA

In un’epoca in cui il bisogno di sicurezza si scontra quotidianamente con il diritto alla riservatezza, fare chiarezza sulle norme è fondamentale per evitare costosi contenziosi. In questo articolo analizzeremo le Linee Guida del 10 aprile 2025 emanate dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, un documento essenziale che fornisce i chiarimenti necessari per gestire correttamente le telecamere negli spazi comuni e privati.

Il cuore della questione risiede nel fatto che le immagini registrate sono considerate a tutti gli effetti dati personali. Pertanto, ogni impianto deve muoversi entro i binari del GDPR (Regolamento UE 2016/679), che impone principi rigorosi come la liceità, la trasparenza e la minimizzazione dei dati.

Parallelamente, la normativa nazionale con l’art. 1122-ter del Codice civile stabilisce precise regole democratiche per l’installazione: non basta la volontà del singolo o dell’amministratore, ma serve un passaggio formale in assemblea per tutelare le parti comuni e prevenire atti illeciti.

Le Linee Guida del Garante del 10 aprile 2025 e la giurisprudenza recente risolvono i dubbi più comuni definendo un “vademecum” operativo:
• Per deliberare l’installazione di un impianto condominiale occorre il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi.
• Egli agisce come titolare del trattamento dei dati. Ha l’obbligo di affiggere la cartellonistica informativa prima del raggio d’azione delle lenti e di garantire che le immagini siano conservate solo per 24/48 ore.
• Le telecamere devono riprendere solo lo spazio strettamente necessario. Il Garante è tassativo: vanno esclusi gli spazi privati o aree comuni non pertinenti alla finalità di sicurezza.
• Il singolo condomino può installare un proprio sistema senza autorizzazione, ma a una condizione ferrea: deve inquadrare esclusivamente la propria soglia. Se la ripresa sconfina, anche minimamente, su pianerottoli o aree comuni, il privato deve rispettare tutti i gravosi obblighi del GDPR (informative incluse) per non incorrere in sanzioni.

In sintesi: La trasparenza è la migliore difesa. Ignorare queste disposizioni può portare a sanzioni pecuniarie elevate e responsabilità civili o penali. Se avete dubbi su un impianto esistente, il consiglio è di informare tempestivamente l’amministratore per le verifiche del caso.

Fonte: Anaci BAT

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