Il Disegno di Legge 2692 ha scatenato il caos: mentre i siti web lanciano messaggi per ottenere visualizzazioni, la maggioranza di governo si divide e il mondo condominiale paga il prezzo di un mancato confronto preventivo.
In questi giorni, amministratori e condòmini sono bombardati da notizie allarmistiche. Titoli che annunciano “rivoluzioni”, “nuovi obblighi immediati” e “stangate” legati alla Proposta di Legge n. 2692. Il risultato? Telefonate e domande assurde basate su normative che non esistono.
Sentiamo il dovere di fare ordine in questo rumore di fondo. Occorre distinguere i fatti dalle opinioni e, soprattutto, dal “marketing della paura” messo in atto da certa stampa online.
- I Media e la caccia al click
Partiamo dal primo punto: la disinformazione. Molte testate generaliste, pur di attirare l’attenzione (e i click) dei lettori, stanno presentando una semplice Proposta di Legge come se fosse già norma vigente.
È fondamentale ribadire che non è stato approvato nulla. Siamo di fronte a una bozza che deve ancora iniziare il suo percorso. Parlare oggi di obblighi per revisori o amministratori è come discutere del risultato di una partita che non è ancora iniziata. - La Politica litiga e frena
A dimostrazione di quanto sia prematuro ogni allarmismo, c’è la realtà politica delle ultime ore. La proposta, lungi dall’essere “blindata”, ha creato fratture all’interno della stessa maggioranza di governo.
Diversi parlamentari hanno chiesto lo stop o un serio approfondimento, rendendosi conto che il testo presenta criticità evidenti. Se la politica stessa sta litigando e frenando, com’è possibile che i condòmini credano che sia già tutto deciso? L’iter si preannuncia lungo, accidentato e dall’esito incerto. - Le Associazioni ignorate
Perché si è arrivati a questo punto di stallo? Perché, ancora una volta, le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative sono state snobbate.
Un testo di riforma così impattante sulla vita di milioni di italiani è stato redatto senza un preventivo e approfondito tavolo di confronto con chi, come gli amministratori ANACI, vive il condominio ogni giorno da decenni.
Il risultato è una proposta che, inevitabilmente, si scontra con la realtà pratica e che ora costringe la politica a dover correre ai ripari tra dubbi e perplessità. Se si fossero ascoltati prima gli addetti ai lavori, probabilmente non saremmo in questa situazione di impasse.
Conclusioni: cosa fare oggi?
In attesa che la politica trovi una sintesi e (si spera) apra finalmente quel dialogo con le Associazioni che è mancato finora, la direttiva per amministratori e condòmini è una sola: calma assoluta.
• Non esistono nuovi registri nè nuovi adempimenti per le condizioni “di sicurezza”.
• Non ci sono nuovi obblighi di revisione dei Rendiconti/Bilanci condominiali.
• I requisiti professionali per esercitare la professione di amministratore restano quelli attuali.
Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (che potrebbe avvenire tra mesi, anni, o mai), vige esclusivamente la Legge 220/2012. Tutto il resto è rumore di fondo che ANACI BAT continuerà a filtrare garantendo un’informazione corretta, tecnica e priva di isterismi.



