Spesso, di fronte a liti furibonde, minacce o rumori molesti in orari notturni, il cittadino che chiama il 112 si sente rispondere: “Signora, è una questione condominiale, deve chiamare l’amministratore”.
Questa vignetta ironizza su una realtà purtroppo frequente, ma giuridicamente infondata. È tempo di sfatare un mito pericoloso che lascia i cittadini senza tutela e gli amministratori esposti a responsabilità e osservazioni critiche non proprie.
Il Codice Civile (art. 1130) incarica l’Amministratore di gestire le parti comuni e far osservare il regolamento. Attenzione però: l’Amministratore è un mandatario privato, non un Pubblico Ufficiale.
Egli non possiede, per legge, i poteri necessari per gestire l’ordine pubblico:
- Non può chiedere i documenti (identificazione).
- Non può accertare reati in flagranza.
- Non può entrare coattivamente nelle proprietà private.
- Non può usare la forza per sedare una lite.
Quando un rumore diventa insopportabile (art. 659 c.p. – Disturbo della quiete pubblica) o una lite minaccia la sicurezza (art. 612-bis c.p. o art. 612 c.p. – Minacce), siamo nel campo del Codice Penale e dell’Ordine Pubblico, competenza esclusiva dello Stato.
Il consiglio operativo al condomino: Cosa rispondere al 112?
Se l’operatore al telefono cerca di “scaricare” il problema, il condomino non deve accettare il rifiuto. Ecco la frase esatta da utilizzare per inquadrare correttamente la richiesta d’intervento:
“Attenzione. Non sto segnalando una semplice violazione del regolamento (come panni stesi o pulizie). Sto segnalando una turbativa dell’ordine pubblico e un potenziale reato in corso. L’Amministratore è un privato cittadino e non ha poteri di identificazione né di accertamento. Richiedo il vostro intervento immediato per identificare i responsabili e garantire la sicurezza, poiché temo che la situazione possa degenerare.”
Perché serve il verbale delle Forze dell’Ordine?
Senza un verbale redatto da un Pubblico Ufficiale (Carabinieri, Polizia) che accerti il fatto in modo oggettivo, qualsiasi lettera di diffida dell’amministratore sarebbe “parola contro parola”, priva di valore probatorio in giudizio ed esporrebbe il condominio a rischi legali per diffamazione o ingerenza nella privacy.
In conclusione
Non chiedete al vostro Amministratore di fare l’eroe senza distintivo. Se c’è un pericolo o un reato (e ricordate che, se intollerabili e diffuse, anche le immissioni rumorose lo sono), pretendete l’intervento di chi ha il dovere e il potere di tutelarvi.
Solo con un verbale in mano, l’Amministratore potrà successivamente agire come facilitatore e, dopo aver verificato le norme del regolamento di condominio, attivare le tutele di sua competenza.



