CONTO CORRENTI CONDOMINIALI: IL BOLLO SALE A 118 EURO. UN’OPERAZIONE DA CIRCA 140 MILIONI L’ANNO CHE I CONDOMINI PAGANO

Il gioco delle “due facce” dello Stato sul Condominio continua, e questa volta a rimetterci sono – come sempre – le tasche dei proprietari e il lavoro di mediazione degli amministratori. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 72 del 27 marzo 2026) del Decreto Legge n. 38/2026, è arrivata la conferma di un rincaro che colpisce direttamente la gestione finanziaria degli stabili.

L’articolo 12 del nuovo Decreto interviene sulla misura dell’imposta di bollo dovuta per i conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche. La cifra passa dai precedenti 100 euro agli attuali 118 euro annui.
La norma si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi a decorrere dal 28 marzo 2026. Per gli amministratori, questo significa dover ricalcolare i fondi spese e, soprattutto, giustificare in assemblea l’ennesimo balzello che non dipende da una scelta gestionale, ma da un’imposizione verticale del legislatore.

Ciò che fa discutere è l’insopportabile schizofrenia normativa che circonda il Condominio.
• Sentenze della Cassazione e della Corte di Giustizia UE continuano a ribadire che il Condominio è un “Consumatore”. Questo perché il Condominio non è altro che la somma dei singoli condòmini (persone fisiche) che agiscono per scopi estranei all’attività professionale. Come tale, dovrebbe godere delle tutele del Codice del Consumo contro clausole vessatorie e tariffe improprie.
• Quando però si tratta di incassare, lo Stato cambia pelle. Per l’Agenzia delle Entrate e per gli istituti di credito, il Condominio viene equiparato a una società o un’azienda. Non è una persona fisica, possiede un codice fiscale, è un sostituto d’imposta e, dunque, deve pagare l’imposta di bollo “maggiorata” riservata ai soggetti business.

È un’asimmetria che non ha giustificazione logica: il Condominio non produce profitto, non detrae l’IVA e non ha la struttura patrimoniale di un’impresa, eppure viene munto come tale.

Per capire la portata di questa operazione, basta guardare i numeri. Le stime più attendibili indicano che in Italia esistono circa 1.200.000 condomini.
Facciamo un calcolo semplice, di quelli che piacciono al Ministero dell’Economia:
1.200.000 (condomini) x 118,00 € (imposta di bollo) = 141.600.000 €.
Parliamo di oltre 140 milioni di euro che ogni anno confluiscono nelle casse dello Stato attraverso i conti correnti condominiali. Se consideriamo che si tratta di un aumento di 18 euro rispetto alla tassazione precedente, il solo “incremento” genera un gettito extra di oltre 21 milioni di euro.
Il DL 38/2026 è già in vigore. Non resta che aggiornare i costi fissi nei software gestionali e prepararsi alla prossima assemblea, armati di calcolatrice e di tanta pazienza.

Fonte: Anaci BAT

Condividi:

Articoli Correlati

ECOBONUS 2026 E NUOVI VADEMECUM ENEA: ADEMPIMENTI PER L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

L’ENEA ha pubblicato l’aggiornamento ufficiale dei 13 vademecum tecnici dedicati agli interventi agevolabili con l’Ecobonus. Il riallineamento della documentazione recepisce le novità fiscali previste per il triennio 2025-2027 e integra i nuovi requisiti tecnici impiantistici introdotti dal D.Lgs. n. 5/2026. Per l’amministratore di condominio, questo aggiornamento rappresenta una guida operativa fondamentale: non si tratta soltanto […]

#01: FAI IL QUIZ DI CONDOMINIO E VERIFICA LA TUA PREPARAZIONE

QUESITO 1 Domanda del 27/09/2026:In sede di delibera di nomina o di rinnovo dell’incarico, quale formalità deve inderogabilmente rispettare l’amministratore di condominio in relazione al proprio compenso, al fine di non inficiare la validità della nomina stessa?risposta a) Deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per […]

PROROGHE DI COMODO PER I TECNICI ANTINCENDIO, PROROGATIO A COSTO ZERO PER L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

La recente pubblicazione del Decreto 22 settembre 2026 introduce una disposizione transitoria cruciale per la gestione degli appalti di sicurezza antincendio in condominio. Il legislatore, intervenendo sul D.M. 1° settembre 2021 (noto come “Decreto Controlli”), ha stabilito che i tecnici manutentori che abbiano presentato regolare istanza per la valutazione dei propri requisiti entro il 25 […]

IMPRESE DI PULIZIA: 10 CONDOMINII IN 8 ORE? ECCO PERCHÉ IL “CORRI E FUGGI” È SCONTATO

Tra gli addetti ai lavori circola la convinzione che le inefficienze dell’impresa di pulizie riguardino esclusivamente i condomini in qualità di committenti e che l’amministratore possa restarne estraneo. La realtà operativa degli studi professionali smentisce nettamente questa posizione, dimostrando come il problema ricada sulla gestione quotidiana. Durante le assemblee, infatti, le lamentele sulle pulizie tendono […]