La guida dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata a febbraio 2026, rappresenta uno attrezzo fondamentale per l’amministratore di condominio, in quanto dettaglia le responsabilità e gli adempimenti necessari per gestire correttamente le detrazioni fiscali sulle parti comuni.
Ecco i punti chiave di interesse per un sito professionale rivolto agli amministratori:
- Per i lavori condominiali, l’amministratore deve rilasciare ai condòmini una certificazione che attesti l’ammontare delle spese sostenute nell’anno e la quota millesimale imputabile al singolo. Deve inoltre conservare la delibera assembleare di approvazione dei lavori e la tabella millesimale di ripartizione.
- È compito dell’amministratore (o di un condomino incaricato) effettuare i pagamenti tramite l’apposito bonifico, indicando il codice fiscale del condominio e quello del soggetto che effettua il pagamento. Sulle somme accreditate, le banche operano una ritenuta d’acconto dell’11% (misura in vigore dal 1° marzo 2024).
- La guida chiarisce che per le spese sostenute nel 2025 e 2026 la detrazione è differenziata: spetta il 50% (limite 96.000 euro) solo per gli interventi sull’abitazione principale effettuati da proprietari o titolari di diritti reali; negli altri casi, la detrazione scende al 36%. In ambito condominiale, la maggiorazione al 50% si applica alla quota del singolo condomino se ricorrono tali requisiti di titolarità e destinazione dell’unità immobiliare.
- Un elemento di novità rilevante è l’introduzione (dal 2025) di un tetto massimo agli oneri detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, calcolato in base a un “importo base” e al numero di figli a carico.
- La guida ribadisce che il compenso straordinario dell’amministratore non è generalmente detraibile, a meno che non sia nominato formalmente responsabile dei lavori, nel qual caso la spesa diventa agevolabile in quanto strettamente correlata all’esecuzione (pagina 21).
- Per la detrazione specifica del 75%, la guida ricorda che per le delibere condominiali è sufficiente la maggioranza dei partecipanti che rappresenti un terzo del valore millesimale dell’edificio.
Questa guida è un riferimento essenziale per mitigare il rischio di contenzioso e garantire ai condòmini il corretto accesso ai benefici fiscali, specialmente in un panorama normativo che prevede ora aliquote diverse all’interno dello stesso condominio in base all’uso della singola unità.



