IL SUPERBONUS E LA PARABOLA DEL SEMINATORE DI ILLUSIONI

C’era una volta il Seminatore. In una mattina di maggio del 2020, il Legislatore uscì a spargere i suoi semi d’oro: miliardi di euro in crediti d’imposta, promettendo di trasformare vecchi palazzi in castelli di efficienza. Ma come nella parabola evangelica, il destino del seme dipende dal terreno su cui cade e dalla lungimiranza di chi quel terreno lo deve arare, concimare e, soprattutto, blindare.

Mentre la stampa generalista celebrava il banchetto e l’Italia si convinceva che ristrutturare casa “gratis” fosse un dogma, in pochi si chiedevano se il sistema fosse sostenibile. Quasi nessuno si curava del “giorno dopo”, quando la festa sarebbe finita e il conto sarebbe stato presentato a chi era rimasto intrappolato negli ingranaggi. Persino l’Agenzia delle Entrate, in quei mesi, recitava la parte del compagno di viaggio benevolo: tra risoluzioni e guide, pareva quasi oliare i meccanismi dell’accesso.

Oggi sappiamo che era la calma prima della tempesta. Stiamo apprendendo dagli organi di stampa di settore che l’AdE ha dato il via a verifiche capillari – giuste e sacrosante – che per rigore superano persino i controlli sui lavori pubblici. Man mano che i mesi passavano, all’orizzonte si è palesato un imponente fronte nuvoloso nero, una supercella temporalesca che oggi scarica grandine sui condomini. L’AdE entra anche nel merito dei Documenti di Trasporto (DDT), pesa la densità dell’EPS asseverato rispetto a quello scaricato e scompone i prezzi unitari con la freddezza di un commissario di gara.

In questa tempesta, la vera notizia è la differente postura delle categorie professionali durante la semina.
Da un lato, i Tecnici. Una lobby dotata di una visione strategica invidiabile. Mentre i loro asseveratori firmavano montagne di carta, i loro vertici sussurravano al potere. Il capolavoro? Il DL 77/2021 e la CILAS. Una mossa da gran maestri di scacchi che ha creato una “bolla di sapone giuridica”: l’esclusione degli abusi pregressi. Stabilendo che le difformità edilizie non interessate dai lavori non avrebbero inficiato il bonus, i tecnici si sono svincolati dalle colpe del passato, trincerandosi dietro le proprie polizze.
Dall’altro lato, la parabola dell’Amministratore di Condominio somiglia a quella di chi seminò tra le spine. Mentre i tecnici pensavano agli scudi legali, l’amministratore è rimasto ipnotizzato da un unico, misero chicco di grano: la detraibilità del proprio onorario. Si è consumata una battaglia sui marciapiedi di Trastevere a Roma, quasi con il cappello in mano, per elemosinare una percentuale da far rientrare nel 110%.

Ma qui sta l’inganno. L’onorario dell’amministratore scaturisce da un disciplinare e da un contratto di mandato (art. 1129 c.c.) che, se stabilisce una percentuale sui lavori straordinari, ha natura privatistica e vincolante. Non può e non deve essere un’agenzia fiscale a stabilire se quel compenso sia “meritevole” o meno di detrazione in base al titolo assegnato. Eppure, la categoria ha esultato quando l’AdE, con una circolare, ha teso la sua trappola: l’onorario è detraibile solo se l’amministratore riveste il ruolo di Responsabile dei Lavori.
Quella che è stata celebrata come una “conquista” sindacale è stata in realtà la vittoria di Pirro. Per incassare quella percentuale detraibile, molti amministratori hanno accettato un incarico (ex D.Lgs 81/08) che scarica su di loro responsabilità penali e civili enormi sulla sicurezza e sulla vigilanza, competenze che anche molti tecnici rifiutano. Abbiamo scambiato la nostra tutela legale con un piatto di lenticchie, entrando volontariamente nel mirino dello “scaricabarili” tecnico.

Oggi ci sono pure i “sofisti” del senno di poi che dicono che sarebbe stato meglio non far fare i bonus. Ma l’amministratore è stato lasciato nudo in prima linea, senza un sindacato capace di dettare una linea di garanzia a 360 gradi.

La lezione è amara: chi ha seminato con la sola ossessione di veder garantita la detraibilità del proprio onorario, lasciato solo da un guidatore che non ha saputo tracciare un solco di reale protezione giuridica ma solo uno di miope convenienza contabile, oggi si ritrova a mani nude davanti a contenziosi milionari. Prigioniero della trappola del “Responsabile dei Lavori” – un incarico accettato come esca per il credito e diventato un cappio di responsabilità penali e civili – l’amministratore vive il paradosso finale: mentre la lobby dei tecnici osserva il fronte nero dall’alto di una CILASe di documenti trasmessi e accettati dal committente, a restare nudo sotto la grandine, a bagnarsi nel fango dello scaricabarili, resta ancora e soltanto l’amministratore di condominio.

Fonte: Anaci BAT

Condividi:

Articoli Correlati

ANACI BAT SBARCA SU X (EX TWITTER): AMPLIAMO LA NOSTRA COMMUNITY DIGITALE!

Cari colleghi e lettori,in ANACI BAT crediamo che la condivisione della conoscenza e il confronto professionale siano le chiavi per la crescita della nostra categoria. Per questo motivo, oltre alla nostra storica presenza su Facebook, siamo felici di annunciarvi che da oggi i contenuti del nostro sito web saranno condivisi anche su X (la piattaforma […]

LA DOMENICA DI DIRITTO CONDOMINIALE DEL 10/05/2026

La settimana appena trascorsa ha consegnato agli operatori del diritto condominiale e immobiliare spunti sistematici di primario rilievo. Si registra, da un lato, un deciso irrigidimento della giurisprudenza di merito sui requisiti di validità del rendiconto, ove l’assenza del registro di contabilità degrada da vizio di annullabilità a radicale nullità. Dall’altro, la Suprema Corte interviene […]

LE QUOTE CONDOMINIALI AUMENTANO: ANATOMIA DI UNA GESTIONE MODERNA TRA TECNOLOGIA, INFLAZIONE E CONFLITTI.

Negli ultimi anni, l’invio del rendiconto condominiale o del preventivo di gestione è diventato un momento di forte tensione. Il malcontento dei condomini cresce proporzionalmente all’aumento delle rate, mettendo spesso nel mirino l’amministratore. Tuttavia, un’analisi tecnica e giuridica della realtà attuale rivela che l’incremento dei costi non è una scelta arbitraria, ma il risultato di […]

BONUS EDILIZI E AGGIORNAMENTO CATASTALE: IL DFP 2026 TRACCIANTE PER LE VERIFICHE

Il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026, presentato recentemente dal Governo, delinea una traiettoria chiara e non priva di insidie per milioni di proprietari immobiliari che hanno beneficiato dei bonus edilizi negli ultimi anni.Tra le pieghe del documento emerge un obiettivo di “compliance” fiscale che riguarda da vicino il patrimonio immobiliare: l’aggiornamento sistematico delle rendite […]