INTERESSI LEGALI 2026: IL TASSO SCENDE ALL’1,6%. ECCO COSA CAMBIA PER IL CONDOMINIO

Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale scende dal 2% all’1,6%.
Una variazione apparentemente tecnica, stabilita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) con decreto del 10 dicembre (G.U. n. 289 del 13/12/2025), che però impone agli amministratori di condominio un aggiornamento immediato delle procedure di calcolo, sia in ambito fiscale che nella gestione delle morosità.
Di seguito analizziamo l’impatto diretto di questa misura sulla gestione condominiale.

  1. Il Condominio come Sostituto d’Imposta: impatto sul Ravvedimento Operoso
    Il Condominio, in qualità di sostituto d’imposta, è tenuto a versare le ritenute d’acconto tramite modello F24.
    Quando l’amministratore versa queste ritenute in ritardo, ricorre all’istituto del Ravvedimento Operoso (Art. 13 Dlgs n. 472/1997), pagando l’imposta omessa, una sanzione ridotta e gli interessi legali giornalieri.
    Cosa succede con il cambio tasso?
    La variazione del tasso legale impatta direttamente sul calcolo degli interessi nel ravvedimento (“pro rata temporis”). Per i versamenti tardivi che avvengono a cavallo tra il 2025 e il 2026, sarà necessario applicare un doppio calcolo:
    Per i giorni di ritardo maturati fino al 31 dicembre 2025, si applicherà il tasso del 2%.
    Per i giorni di ritardo maturati dal 1° gennaio 2026 fino alla data dell’effettivo pagamento, si applicherà il nuovo tasso dell’1,6%.
    Esempio Pratico:
    Se una ritenuta d’acconto con scadenza 16 dicembre 2025 viene pagata in ritardo il 20 gennaio 2026, l’amministratore (o il software gestionale) dovrà calcolare gli interessi al 2% per i giorni dal 17/12 al 31/12, e all’1,6% per i giorni dal 01/01 al 20/01.
    È fondamentale verificare che il gestionale di studio sia aggiornato con la nuova aliquota fin dai primi giorni di gennaio per evitare errori negli F24 di ravvedimento, che potrebbero generare avvisi bonari da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  1. Recupero Crediti e Controversie Condominiali
    Il saggio di interesse legale è il parametro di riferimento per il calcolo delle somme dovute dai condòmini morosi, salvo diversa pattuizione (es. interessi di mora specifici previsti dal Regolamento di Condominio contrattuale).
    Come impatta la discesa all’1,6%?
    Se il Regolamento di Condominio non prevede un tasso di mora specifico (“penale”), gli interessi che maturano sulle quote non pagate si calcolano al tasso legale. Dal 2026, il costo del ritardo per il condòmino moroso sarà leggermente inferiore (1,6% annuo contro il 2% precedente).
    Nelle azioni legali intraprese dal Condominio per il recupero crediti, il giudice liquida gli interessi legali dalla data della messa in mora o dalla domanda giudiziale. Anche in questo caso, il conteggio dovrà essere “spezzato”: gli interessi maturati sul debito fino a fine 2025 seguiranno il tasso del 2%, mentre quelli maturati dal 2026 seguiranno l’1,6%.
  1. Locazioni di parti comuni e Depositi Cauzionali
    Se il Condominio loca parti comuni (es. l’ex appartamento del portiere o spazi per antenne telefoniche) e detiene un deposito cauzionale, l’articolo 11 della legge 392/78 prevede che il deposito produca interessi legali che devono essere corrisposti al conduttore o accreditati in conto affitto annualmente.
    Anche in questo caso, l’interesse da riconoscere all’inquilino scenderà all’1,6%, riducendo leggermente l’uscita finanziaria per il Condominio.

Fonte: Anaci BAT

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