L’ultima La settimana appena trascorsa si è caratterizzata per una marcata attenzione verso gli adempimenti fiscali e l’evoluzione dei profili di responsabilità dell’amministratore, con particolare riguardo alla complessa gestione del regime di prorogatio imperii. Mentre il calendario tributario pone i professionisti di fronte alla scadenza tassativa del 16 marzo per la Certificazione Unica dei redditi da lavoro dipendente, la giurisprudenza di legittimità ha offerto interpretazioni divergenti sul diritto al compenso per l’amministratore cessato dall’incarico, oscillando tra il rigore della norma imperativa e la necessità di garantire la continuità gestionale. Parallelamente, emerge con forza il tema della sicurezza degli impianti e della veridicità delle attestazioni tecniche, con sentenze che sanciscono la responsabilità penale per crollo colposo in caso di false dichiarazioni di conformità. Un quadro normativo e giurisprudenziale che impone, oggi più che mai, un approccio multitasking e un aggiornamento professionale costante.
- Scadenze fiscali e certificazione unica 2026
Il sistema tributario conferma il ruolo del condominio quale sostituto d’imposta, prevedendo per il 16 marzo 2026 il termine perentorio per la consegna del modello sintetico e la trasmissione telematica dei dati relativi a redditi di lavoro dipendente e diversi. Per i compensi professionali di ingegneri, avvocati e dello stesso amministratore, la scadenza per l’invio all’Anagrafe tributaria è differita al 30 aprile.
Fonte Normativa: Dpr 600/1973; Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026. - Amministratore in prorogatio e diritto al compenso
Si registra un contrasto giurisprudenziale sul trattamento economico dell’amministratore in proroga. Se l’art. 1129, comma 8, c.c. nega ulteriori compensi per le attività urgenti post-cessazione, la Cassazione ha recentemente precisato che, per garantire la vita ordinaria del condominio, permangono tutte le attribuzioni ex art. 1130 c.c., rendendo inconcepibile una prestazione gratuita a tempo indeterminato.
Fonte di Legittimità: Corte di Cassazione, Sez. II, 8 gennaio 2026, n. 424; Corte di Cassazione n. 14039/2025.
Fonte di Merito: Tribunale di Napoli, n. 7486/2025. - Nomina dell’amministratore e durata del mandato
È nulla la delibera che prevede ab origine una durata biennale dell’incarico. Il mandato ha durata annuale e richiede, allo scadere del primo anno, un vaglio preventivo dell’operato dell’amministratore da parte dell’assemblea per la sua conferma, seppur sia ammesso il rinnovo tacito in assenza di discussione sul punto.
Fonte di Merito: Corte d’Appello di Milano, sez. III civ., 25 ottobre 2025, n. 2854. - Supercondominio: requisiti di esistenza e nomina giudiziale
Il rapporto di supercondominialità di fatto sorge solo in presenza di beni o servizi legati da un vincolo di accessorietà funzionale a più edifici, presupponendo una proprietà comune ex art. 1117 c.c.. La nomina giudiziale dell’amministratore è subordinata al mancato raggiungimento delle maggioranze e deve essere motivata da una specifica paralisi gestionale.
Fonte di Legittimità: Corte di Cassazione, ordinanza n. 27998/2025.
Fonte di Merito: Tribunale di Treviso, decreto 3 marzo 2026. - Qualificazione giuridica delle parti comuni: davanzali e ringhiere
I davanzali esterni sono considerati parti comuni se prevale la funzione di drenaggio delle acque e di tutela del decoro architettonico, legittimando delibere a maggioranza per la loro manutenzione. Per le ringhiere, la natura condominiale o privata dipende dalla tipologia di balcone (aggettante o incassato) e dalla funzione estetica assolta dal manufatto.
Fonte di Merito: Tribunale di Monza, sentenza n. 260 del 9 febbraio 2026. - Trasparenza, accesso agli atti e privacy
I condòmini, inclusi i titolari di diritti reali come l’usufrutto, hanno il diritto di visionare i documenti giustificativi di spesa e l’attività di recupero crediti verso i morosi. Tale diritto deve però rispettare il principio di minimizzazione dei dati, limitando la comunicazione alle sole informazioni necessarie per la verifica della correttezza delle spese imputate.
Fonte Normativa: Art. 1130-bis c.c.; Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
Fonte di Merito: Corte d’Appello di Roma, sentenza n. 1566 del 12 marzo 2025. - Responsabilità penale e reati in ambito edilizio
Il tecnico che rilascia una falsa dichiarazione di conformità risponde di crollo colposo, avendo assunto una posizione di garanzia verso gli utenti. In ambito di bonus fiscali, l’attestazione mendace dell’inizio lavori configura il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, con conseguente interdizione dall’attività d’impresa per il titolare.
Fonte di Legittimità: Corte di Cassazione, sez. IV penale, n. 8394/2026; Corte di Cassazione, sez. II penale, n. 8573 del 4 marzo 2026. - Riparto spese: passamani e revisione tabelle
L’installazione del passamano è spesa ordinaria ripartibile per millesimi di proprietà, mentre la sua manutenzione segue il criterio misto ex art. 1124 c.c.. La revisione delle tabelle millesimali può essere richiesta anche senza modifiche materiali dello stabile, qualora la creazione di nuove unità immobiliari o il cambio di destinazione d’uso alterino sensibilmente i valori proporzionali originari.
Fonte di Legittimità: Corte di Cassazione, sentenza n. 3720 del 18 febbraio 2026. - Mediazione e domanda giudiziale
Sussiste l’inammissibilità dell’impugnazione della delibera assembleare per i motivi non preventivamente indicati nell’istanza di mediazione. La simmetria tra il procedimento deflattivo e il successivo giudizio di merito è condizione necessaria per impedire la decadenza trentennale ex art. 1137 c.c..
Fonte di Merito: Tribunale di Roma, sentenza n. 3279 del 3 marzo 2026



