SENTO CATTIVO ODORE DAGLI SCARICHI DEL BAGNO O DEI LAVANDINI: È UN PROBLEMA CONDOMINIALE? DEVO INTERPELLARE L’AMMINISTRATORE?

Non necessariamente, anzi: nella maggior parte dei casi il problema risiede all’interno della proprietà privata. Se l’odore proviene da un singolo appartamento, la causa è quasi sempre un malfunzionamento dei sifoni (i “tappi idraulici”) o una modifica errata dell’impianto privato durante una ristrutturazione. L’amministratore va attivato solo se il problema interessa contemporaneamente più unità abitative collegate alla stessa colonna o se vi sono prove di una rottura delle condotte comuni.

Secondo le norme UNI (12056:2001), ogni apparecchio sanitario deve essere protetto da un sifone. Questo dispositivo ha una funzione vitale: trattenere una colonna d’acqua (chiamata “guardia idraulica”, che per norma deve essere alta almeno 5 cm) che impedisce ai gas maleodoranti della fognatura di risalire negli ambienti.

Il problema dei cattivi odori esplode spesso a seguito di ristrutturazioni private eseguite in regime di “edilizia libera” (senza direzione lavori di un tecnico abilitato) o affidate a ditte che operano “in economia”. In questi casi, si riscontrano frequentemente tre errori critici:

  1. Impianto non conforme alla regola dell’arte: ai sensi del DM 37/08, l’idraulico è obbligato a rilasciare il certificato di regolare esecuzione e lo schema grafico dell’impianto realizzato. Senza questi documenti, non c’è garanzia che le pendenze e i diametri siano corretti.
  2. Svuotamento dei sifoni (autosifonaggio): se durante i lavori viene rimosso o ostruito il tubo di ventilazione che arriva al tetto, o se un sanitario viene spostato troppo lontano dalla colonna principale lo scarico dell’acqua crea una depressione che “aspira” l’acqua dal sifone, lasciandolo asciutto. Senza quel “tappo idraulico”, i miasmi entrano liberamente in casa.
  3. Configurazioni errate: l’uso di curve a 90° invece che a 45° o il collegamento di troppi apparecchi su una diramazione sottodimensionata satura il tubo, impedendo il passaggio dell’aria e annullando l’efficacia delle chiusure idrauliche.

In sintesi, se un condomino ha ristrutturato casa senza un progetto tecnico e senza ricevere la documentazione obbligatoria dalla ditta, il cattivo odore è quasi certamente una conseguenza di un vizio dell’impianto privato. Il condomino deve contattare un idraulico di fiducia o la ditta che ha realizzato l’impianto ed eseguire le relative verifiche.

Per ulteriori approfondimenti sulla gestione degli scarichi, consulta l’articolo completo su ANACI BAT al seguente link: CLICCA QUI

Fonte: Anaci BAT

Condividi:

FAQ Correlate

POSSO POSIZIONARE LO ZERBINO SUL PIANEROTTOLO DAVANTI ALLA MIA PORTA DI CASA?

No, di norma è vietato, a meno che non sia previsto dal Regolamento di Condominio o che non esistano specifiche nicchie d’incasso. La decisione non dipende da motivi estetici, ma da rigide norme di sicurezza antincendio (GSA), dalla prevenzione di infortuni (cadute) e dalla corretta gestione delle pulizie condominiali. Il posizionamento dello zerbino nelle parti […]

COME PROPRIETARIO DI UN BALCONE, CHE TIPO DI MANUTENZIONE SONO TENUTO A FARE?

Il proprietario dell’appartamento è il custode legale del balcone (art. 2051 c.c.). Egli ha l’obbligo di provvedere alla manutenzione ordinaria e alla vigilanza periodica di tutti gli elementi strutturali e dei rivestimenti, per evitare danni a terzi o a se stesso Molti condomini ritengono, erroneamente, che la manutenzione dei balconi spetti al Condominio. La giurisprudenza […]

QUANTA ACQUA CONSUMA UN PICCOLO RIVOLO D’ACQUA CONTINUO NEL WC?

Un piccolo rivolo continuo nel water può disperdere da 200 a 500 litri d’acqua al giorno (circa 15-20 litri all’ora).Nell’arco di un intero anno, questa perdita apparentemente minima può accumulare uno spreco di oltre 150.000 litri (150 metri cubi) di acqua, traducendosi in un pesante e ingiustificato aumento delle spese nella bolletta condominiale. Spesso si […]

QUANTE BOMBOLE DI GAS POSSO TENERE IN CASA?

All’interno di un singolo appartamento è possibile detenere un massimo di 40 kg totali di gas GPL (Propano). Tuttavia, questo limite non è libero: il numero e la capacità delle bombole sono strettamente legati alla dimensione (volume) delle stanze in cui vengono collocate. È assolutamente vietato tenere bombole in garage, cantine, box, bagni o camere […]