Il 18 dicembre 2025, il Presidente della Regione Puglia ha firmato l’Ordinanza n. 586, introducendo misure drastiche per contrastare un deficit idrico ormai critico. Non si tratta di semplici raccomandazioni, ma di obblighi normativi che incidono direttamente sulla gestione dei beni comuni fino al 29 ottobre 2026.
L’Ordinanza è un atto contingibile e urgente che nasce dall’adozione del “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026”. La decisione è stata accelerata dal riconoscimento di un livello di severità idrica “elevato” per il comparto potabile, dichiarato dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici già nel settembre 2025. Per noi professionisti, questo significa che la priorità assoluta dell’erogazione deve essere il consumo umano e l’igiene, a discapito di qualsiasi altro uso voluttuario o estetico.
I Divieti Tassativi: Cosa Non si Può Più Fare in Condominio
L’Articolo 2 dell’ordinanza parla chiaro e non lascia spazio a interpretazioni estensive. È fatto divieto assoluto di utilizzare l’acqua potabile proveniente dal pubblico acquedotto per i cosiddetti “usi impropri”.
Nello specifico, l’amministratore dovrà vigilare e sospendere:
- L’innaffiamento di giardini e prati: le aree verdi condominiali non potranno più essere irrigate con acqua di rete.
- Il lavaggio di cortili e piazzali: la pulizia delle aree esterne dovrà essere ripensata, evitando il getto d’acqua potabile.
- Il riempimento di piscine e vasche: questa misura impatta direttamente sui condomini dotati di impianti natatori o vasche ornamentali.
Per i complessi immobiliari o le strutture che si avvalgono di pozzi o opere di derivazione, l’ordinanza introduce una disciplina rigorosa. È stata concessa una deroga al limite di prelievo per le acque sotterranee classificate come “P1” (indispensabili), a patto che siano rispettati i parametri di qualità previsti dal D.lgs. 18/2023.
Le Aziende Sanitarie Locali (ASL) hanno ricevuto mandato di avviare una campagna di monitoraggio capillare su tutti i punti di consegna gestiti da Acquedotto Pugliese S.p.A.. Questo significa che la qualità dell’acqua sarà sotto costante controllo tecnico per garantire la sicurezza della salute pubblica nonostante l’incremento dell’emungimento dai pozzi.
Questa ordinanza, inserita nella Raccolta Ufficiale dei Decreti della Regione Puglia, è già stata trasmessa a Prefetti e Sindaci per garantirne l’applicazione. Come gestori del patrimonio comune, abbiamo l’onere di:
- Informare tempestivamente l’assemblea per evitare contestazioni su mancati servizi (come l’irrigazione).
- Adeguare i contratti di manutenzione del verde e delle pulizie esterne alle nuove restrizioni.
- Monitorare eventuali ordinanze sindacali locali che potrebbero inasprire ulteriormente queste misure a livello comunale.
L’acqua è una risorsa finita e, in questa fase emergenziale, la legge ci impone di tutelarne ogni singola goccia per gli usi vitali.



