Sempre più condomìni si trovano a fare i conti con interventi di manutenzione straordinaria di grande entità, in particolare il rifacimento delle facciate. Si tratta di opere necessarie, spesso imposte dalle condizioni degli edifici o da normative sulla sicurezza, ma che comportano costi elevati: in media tra i 15 e i 25 mila euro per unità immobiliare.
Per molti proprietari, queste somme rappresentano un impegno economico difficile da sostenere. Le difficoltà emergono già nella fase di costituzione del fondo lavori e si acuiscono durante i pagamenti dei SAL (stati di avanzamento lavori), generando tensioni e contrasti tra i condomini.
In assemblea, non è raro assistere a discussioni accese: c’è chi, esasperato, invita chi non riesce a pagare a “vendere casa” e chi, con toni più misurati, suggerisce di “smobilizzare il proprio patrimonio immobiliare”. Due modi diversi di dire la stessa cosa: trovare una soluzione per non bloccare i lavori e non gravare sulla collettività condominiale.
In mezzo a questo scontro di posizioni si trova spesso l’amministratore, chiamato a un difficile equilibrio tra fermezza e sensibilità. Da un lato deve far rispettare le delibere e ricordare gli obblighi previsti dal Codice Civile; dall’altro, deve gestire con tatto situazioni di reale difficoltà economica.
Un ruolo sempre più complesso, dove l’amministratore deve saper far rispettare le regole senza dimenticare il rispetto e la dignità di chi si trova in difficoltà.



