Strumento ormai indispensabile nelle nostre vite, il citofono è quel dispositivo che garantisce la comunicazione tra l’intimità della nostra abitazione e il mondo esterno con la funzione essenziale di sbloccare portoni e cancelli. Sebbene oggi ci appaia scontato, la sua storia ha radici nobili e curiose che partono da molto lontano.
Già Leonardo da Vinci, come documentato nel Codice Atlantico, studiava sistemi per comunicare a distanza all’interno delle fortezze ma è a Milano che troviamo uno degli antenati più affascinanti di questo apparecchio. Si tratta del celebre “Orecchio di Wildt”, una scultura in bronzo realizzata da Adolfo Wildt negli anni Venti che, inserita nella facciata di un palazzo, fungeva da vero e proprio interfono artistico per comunicare con la portineria. Da quelle prime intuizioni meccaniche la tecnologia ha fatto passi da gigante evolvendosi nei moderni videocitofoni che integrano la sicurezza delle immagini e nei sistemi smart gestibili comodamente via app da smartphone.
Tuttavia, per quanto la tecnologia progredisca, il guasto resta uno degli inconvenienti più fastidiosi della vita condominiale. Quando il citofono rimane muto proprio mentre aspettiamo un corriere o una visita importante, l’istinto è quasi sempre quello di chiamare immediatamente l’Amministratore per esigere un intervento urgente.
È qui che bisogna prestare la massima attenzione perché quella telefonata fatta d’impulso può trasformarsi in un boomerang economico. Il confine tra un guasto di competenza condominiale e uno di natura privata è spesso sottile e ignorarlo rischia di generare costi inutili che ricadranno direttamente sul singolo proprietario. Per tutelare il portafoglio e garantire una gestione efficiente è quindi fondamentale seguire un piccolo protocollo di autodiagnosi prima di aprire qualsiasi segnalazione.
Per capire chi paga cosa basta immaginare l’impianto citofonico come una rete idrica composta da una tubatura principale e un rubinetto finale. Tecnicamente distinguiamo tre parti: la pulsantiera esterna con l’alimentatore e la colonna montante dei cavi che sono parti comuni e quindi di competenza del Condominio, e infine il posto interno ovvero l’apparecchio dentro casa vostra che è proprietà privata. Se il guasto risiede in quest’ultimo elemento la spesa spetta esclusivamente a voi.
Poiché l’amministratore gestisce solo le parti comuni, prima di segnalare un disservizio ogni condòmino dovrebbe effettuare tre semplici verifiche per escludere problemi domestici.
La prova regina è il cosiddetto “test del vicino”: provate a chiedere a chi abita sul vostro stesso pianerottolo o sulla stessa verticale se il suo apparecchio funziona. Se anche a loro il citofono è muto il guasto è quasi certamente dell’impianto centralizzato e potrete contattare l’amministratore senza timori. Se invece al vicino funziona tutto significa che il segnale arriva correttamente al piano e il problema è circoscritto al vostro appartamento, rendendo inutile e costosa la chiamata all’amministratore.
Non bisogna poi sottovalutare i controlli più banali poiché spesso le uscite dei tecnici avvengono per semplici disattenzioni come un tasto o della suoneria disattivato per errore, oppure una cornetta agganciata male che isola il contatto. Anche eventuali lavori di ristrutturazione o imbiancatura recenti possono essere indiziati, in quanto durante lo smontaggio e il rimontaggio degli apparecchi capita frequentemente che i fili si stacchino o vengano collegati in modo errato.
Insistiamo su queste verifiche preliminari per un motivo prettamente economico. Se chiamate l’amministratore per un problema che si rivela essere solo nel vostro apparecchio, il tecnico mandato dal condominio vi addebiterà l’uscita per la ricerca del guasto.
Lo scenario tipico vede il tecnico accertare che l’impianto comune è sano e che il problema è il vostro videocitofono privato; se a quel punto decidete di non ripararlo subito, magari perché il costo del ricambio è alto o perché siete inquilini in attesa di autorizzazione, il tecnico se ne andrà lasciando il guasto irrisolto ma emetterà comunque la fattura per il “diritto di chiamata”. Poiché il guasto non era comune l’amministratore non potrà dividere la spesa tra i condòmini e vi addebiterà l’intera somma nel bilancio successivo. Il risultato è aver speso dai 40 agli 80 euro per ritrovarsi ancora con il citofono rotto.
In conclusione, la procedura più saggia per risparmiare tempo e denaro è fare sempre le verifiche personali prima di agire. Se il guasto è privato conviene chiamare direttamente il proprio elettricista di fiducia per concordare liberamente prezzi e modalità di riparazione; se invece il test del vicino conferma un problema generalizzato, contattate l’amministratore specificando di aver già appurato che il disservizio coinvolge più unità. Un condòmino informato e consapevole è la risorsa migliore per un condominio sereno ed efficiente.
IL BOX INFORMATIVO:
LE PARTI COMUNI (A carico del Condominio)
Sono gli elementi che servono a tutti. Se si rompono qui, paga il condominio.
- Il Posto Esterno (Pulsantiera): È il pannello situato all’ingresso del palazzo. Contiene i pulsanti di chiamata, i cartellini con i nomi, il gruppo fonico (microfono/altoparlante) e, nel caso dei videocitofoni, la telecamera.
- L’Alimentatore: È il “cuore” elettrico, solitamente posizionato nel quadro generale o nel locale contatori. Trasforma la corrente 230V in bassa tensione per far funzionare l’impianto.
- L’Elettroserratura: È il meccanismo installato sul portone d’ingresso o sul cancelletto che scatta elettricamente per permettere l’apertura.
- La Colonna Montante: È l’insieme dei cavi che partono dall’alimentatore e salgono verticalmente lungo le scale o nei cavedi per portare il segnale ai vari piani.
- Il Derivatore di Piano (o Distributore): È una piccola scatola di smistamento situata nelle scatole di derivazione delle scale (solitamente una ogni piano o ogni due piani). Serve a dividere il segnale della colonna montante verso i singoli appartamenti. Qui termina solitamente la competenza condominiale.
LE PARTI PRIVATE (A carico del singolo Condòmino)
Sono gli elementi ad uso esclusivo. Se si rompono qui, paga il proprietario.
- Il Posto Interno (Citofono o Videocitofono): È l’apparecchio fisico installato dentro casa (cornetta classica o monitor viva-voce). Include il display, l’altoparlante, il microfono e la suoneria.
- Il Pulsante Apriporta: Tasto situato sul posto interno che invia l’impulso per aprire il portone.
- La Linea Utente (Cablaggio interno): Sono i fili che partono dal derivatore di piano (sulle scale), entrano nell’appartamento e arrivano fino all’apparecchio citofonico. Se un filo si interrompe dentro il muro di casa vostra o durante una ristrutturazione privata, la riparazione è a vostro carico.



